Il cambiamento ambientale non è più un'emergenza temporanea, ma una minaccia strutturale alla salute della forza lavoro, esposta a temperature estreme che aumentano il rischio di infortuni e colpi di calore.
In questo scenario spicca la Puglia, regione apripista che ha firmato con largo anticipo un'ordinanza urgente valida fino al 15 settembre. Il provvedimento blocca i lavori all'aperto e nei luoghi più caldi dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un rischio "alto". Sebbene la misura sia una conquista di civiltà per la tutela di lavoratrici e lavoratori, i sindacati avvertono: l'ordinanza non basta se i comuni e le Asl non garantiranno controlli e ispezioni capillari per sanzionare chi non rispetta le regole.
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