Le notizie di queste settimane raccontano un Paese in cui l’industria fa sempre più fatica. A Mirafiori sono arrivate tre settimane consecutive di cassa integrazione per circa mille persone. A Melfi, a due passi da casa nostra, si contano oltre 3 mila uscite incentivate e l’indotto teme per il proprio futuro. Nell’elettrodomestico ci sono voluti mesi di lotta per ridurre gli esuberi Electrolux da 1.719 a 918, solo volontari, e salvare lo stabilimento di Cerreto d’Esi.

Dietro ogni numero ci sono persone e famiglie che fanno i conti con salari più bassi e un futuro incerto. Ogni volta i sindacati chiedono la stessa cosa: politiche industriali serie, investimenti, garanzie per chi lavora nelle grandi aziende e in tutta la filiera.

Per questo venerdì 20 novembre la Cgil sciopera per l’intera giornata, in tutti i settori pubblici e privati, compresi gli appalti. Chiediamo al governo che i soldi della legge di bilancio 2027 vadano a sostenere cittadine e cittadini – lavoro stabile, salari, sanità, scuola, pensioni, politiche industriali – e non alle armi. Fermiamoci insieme: più siamo, più forte arriva il messaggio.

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